
“L’Angolo dell’avventura”, con il patrocinio dei comuni di Vicenza, Recoaro Terme, Torri di Quartesolo e Valdagno, ha proposto “ Donne viaggiatrici”, presentazione di grandi personaggi femminili degli anni 30 e 40, figure semileggendarie come Annemarie Schwarzenbach, Ella Maillart, Freya Stark , Alexandra David-Neel, Nita Sackville-West. Tutte hanno lasciato di sé un ricordo indelebile, a segnare un’epoca, che, già di per sé attraversata da una scia sanguinosa di ferro e di fuoco, ha ricevuto dalla loro vivente testimonianza, talvolta attraversata dalla tragedia personale, un’ulteriore impronta che fa parte, in modo inconfondibile, di quel tempo e di quella storia. Proponiamo una scheda biografica di ognuna.
Alexandra David-Neel, autrice di quel vero e proprio classico che è Mistici e Maghi del Tibet, nonostante il nome inglese, è stata in realtà una scrittrice ed esploratrice francese. Nella sua lunga vita (1868 – 1969) ha scritto più di 30 libri di viaggi e di buddhismo. Carattere ribelle nell’adolescenza, si è in seguito inserita in una corrente di spiritualità misticheggiante. Addirittura, tra il 1914 ed il 1916 è arrivata ad una esperienza di romitaggio in una caverna del Sikkim.
Freya Stark (1893 – 1993) è stata un’esploratrice e scrittrice britannica. Ha viaggiato nel Medo Oriente, una delle prime donne occidentali ad attraversare il deserto arabico. Cartografa e letterata, Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico, ha trascorso gran parte della sua infanzia ad Asolo (Treviso), e la sua impresa più notevole è stata la visita nella Valle degli Assassini e la localizzazione della mitica fortezza di Alamut del Vecchio della Montagna.
Ella Maillart (1903 – 1997), scrittrice, fotografa, velista ed hockeista su ghiaccio svizzera. Negli anni trenta e quaranta ha viaggiato in Unione Sovietica, Asia centrale, Cina, Kashmir, Afghanistan e India. Nel 1939 accompagna Annemarie Schwarzenbach in un viaggio dalla Svizzera a Kabul. Opere: Vagabonda nel Turkestan, Oasi proibite, La via crudele, Crociere e carovane, La mia vita, i miei viaggi.
Annemarie Schwarzenbach (1908 – 1942) è la personalità più controversa di questo gruppo. Nata in una famiglia dell’alta borghesia elvetica. Protagonista della vita culturale mitteleuropea degli anni trenta, amica dei due figli, Erika e Klaus, del grande scrittore Thomas Mann, ha la caratteristica di suscitare, allo scorrimento della sua biografia, delle violente reazioni emotive. In un senso del tutto particolare. La “carismatica” Annemarie rappresenta una posizione spirituale, ma si tratta di uno spirito che rifiuta la “struttura del reale” nella sua interezza. La conseguenza di ciò è un “disadattamento” che si esprime in tutti gli aspetti dell’esistenza. L’interpretazione “politica” delle sue scelte è del tutto fuorviante, in lei il “viaggio” diventa una condizione strutturale, nel duplice senso di uno “sradicamento” rispetto alla realtà oggettiva, e di una ricerca di una patria perduta o patria dello spirito, che non si trova in nessun luogo da lei visitato. Annemarie è una delle espressioni più alte della frattura interiore europea degli anni trenta, e la sua morte, abbastanza sconcertante (una banale caduta di bicicletta) è il simbolo della fine di un’epoca. Il retaggio della sua vita è, per i posteri, un’ardua sentenza.
Dopo questa carrellata, è opportuno dire che “Donne viaggiatrici” è stata anche a Vicenza, da Galla, il 19 Marzo. Non possiamo che augurarci, per il futuro, altre iniziative di questo respiro e di questo interesse.
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