La Casa Editrice “Il Punto d’Incontro”, che ha la sede a Vicenza, in via Zamenhof 685, tel. 0444239266, è nata nel1987 dall’iniziativa di 4 amici, interessati a temi come le tradizioni del pensiero preilluminista, le medicine alternative, la crescita personale attraverso una modalità entrata in voga negli anni sessanta, cioè “L’espansione della coscienza”. La spinta fondamentale è derivata dal desiderio di vedere pubblicati dei testi su queste tematiche che nessun altro editore proponeva, in quanto economicamente non conveniente. Il nome scelto è rappresentativo dell’intenzione di partenza: essere una “zona franca”, in cui possano trovare spazio culture, tradizioni ed approcci diversi, uniti nel fine di sviluppare una dimensione dell’essere umano che la cultura ufficiale tralascia. Il team di oggi è diverso da quello di partenza, ma identico è l’entusiasmo, mentre il tempo ha sviluppato un catalogo di oltre 600 titoli. Questa ricca storia alle spalle stuzzica la curiosità e stimola l’interesse per maggiori informazioni. Queste vengono dalla Dottoressa Patrizia Saterini, Responsabile Editoriale della casa editrice. Le rivolgo alcune domande.
1) La Casa Editrice che Lei rappresenta è nata alla fine degli anni ottanta dalla intersezione tra diverse esigenze. Dopo oltre vent’anni, ritiene che questa formula sia ancora valida?
R) Tematiche come quelle trattate da noi all’inizio erano per pochissimi. Il nostro era un settore di nicchia. La formula di vent’anni fa si è evoluta nella crescita personale che ora include psicologia, tecniche neurolinguistiche, marketing consapevole, e nella medicina naturale, che ora include tutte le forme di medicina dolce. Oggi il nostro settore non è più i nicchia, ed anche le grandi case editrici si stanno spostando su di esso. Inoltre vi sono una serie di testate giornalistiche che vendono su questi argomenti centinaia di migliaia di copie.
2) Rispetto alla vostra nascita, ritiene che ci sia una crescita di interesse da parte del pubblico per il tipo di tematiche che voi presentate?
R) Assolutamente sì. Le persone sono sempre più alla ricerca di risposte: i problemi di oggi spingono a cercare delle alternative. Esistono dei seri ricercatori che sono in grado di offrire delle risposte a queste domande. Noi sentiamo fortemente la responsabilità del nostro lavoro, ma dietro di esso c’è l’esperienza di molti anni per cui siamo sicuri di ciò che proponiamo.
3) Per il futuro si prospetta sicuramente l’ombra della crisi. Ritiene che il tipo di cultura da voi proposto sia un elemento essenziale di fuoriuscita da essa?
R) Tutto quello che riteniamo essere la nostra “realtà” si sta sgretolando. Lo si vede nell’economia, nel mondo del lavoro, nei rapporti personali che si incrinano nei momenti di difficoltà, se non sono basati sulla consapevolezza ed il rispetto di sé stessi e degli altri. La crisi mondiale riguarda tutti i settori del nostro vivere. E deve necessariamente portare ad un rinnovamento. La possibilità di fuoriuscita dipende dalla visione consapevole di sé stessi e degli altri. Si tratta di un problema di coscienza, di cambio di prospettiva della nostra visione.
Queste risposte si inseriscono all’interno di una riflessione già in atto, cioè la constatazione, avvertita negli ambienti culturalmente più avveduti, e la cui avvisaglia era stata la nascita di una corrente filosofica denominata “postmoderno”, del fatto che determinati paradigmi culturali di cui si è intessuta la storia del novecento sono in crisi, che le difficoltà fisiche,cioè quelle della vita di ogni giorno, sono il riflesso di ciò che accade nella cultura alta. Il problema è che non si sa bene che cosa è destinato a prenderne il posto, molti sono i candidati, ma la scena è oscura e quello che sembra l’effimero vincitore di oggi è già pronto per essere superato domani. Quella de “Il Punto d’Incontro” è una delle proposte culturali presenti nel momento attuale. Archiviare il novecento non è un processo breve, né semplice. Il ventunesimo secolo appena iniziato già promette di essere tumultuoso. Afferrare gli strumenti intellettuali per comprendere i processi del cambiamento è un compito essenziale. Merito della casa editrice di via Zamenhof è di offrire alcuni di questi strumenti. Gli scricchiolii che si odono sempre più distintamente lasciano intendere che qualcosa, di fatto, si sta già muovendo. Indovinare la conclusione di questo movimento,è cosa da lasciare ai profeti.
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